CRITICA D'ARTE
DESTINI D’ARTISTA
SILVANA ABRAM:LO SPIRITUALE NELL’ARTE ASTRATTO-CONCRETA
di Donat Conenna
Pur provenendo da studi umanistici, ha trovato nell’astrazione tonale, il melange di coltura per atti unici di un teatro dell’absurde quotidiano, dove colore , luce e spazio sono alla continua ricerca di un centro di gravità’ permanente.
Le tele si spalancano all’osservazione dell’ occhio che sa ancora incantarsi di fronte ad uno scenario felix, nell'immaginario singolo e singolare, teatro dei “sogni di giorno” di Silvana Abram. In questa allure di emozioni si dipana la matassa pittorica articolata quanto più non si potrebbe, ma egualmente nutrita di nobiltà narrativa e di accenti che significano armonie di colori, risalti d luci, leggiadrie di toni.
Un vasto telaio di astrazioni, volute, involute e sovente evolute. Il tutto, in un modo di essere lontano anni luce da istanze post-modernistiche: il paesaggio interiore è come lo vedi. E per contro, il desiderio di essere sempre soltanto se stessa, tanto infinito è il bisogno di interpretare i parametri cromatici (non ci sono segni nella operazione di Abram) e visivi per farne ambulacri di una traslazione letterario-emulsiva fin dal classicismo delle origini alla atmosfere dell’ abstraction language.
La qualcosa è una rarità nel mondo così conforme dei facitori del circostante vetero intellettuale dove sovente si predilige l’arte trovata in luogo dell’’arte cercata, con i suoi innegabili contenuti emozionali.
R A T I N G
ANNI DI ATTIVITA’: 20
CONTINUITA’ CREATIVA:
PARAM. RICERCA:10/20
DIFF. OPERE: MERCATO
QUOTAZIONE: STABILE
EXPO MOLTE
LIVELLO CRITICA: ALTO
PARTECIPAZ.:QUALIFICATA
TEMA OPERE : ASTRATTA
INVESTIMENTO: 10/20
IL NUOVO CAVALIERE AZZURRO
Nelle opere di Silvana Abram si avverte l’eco di un nuovo Blaue Reiter, come quando a Munchen, albori del Novecento, (l’arte era cosmopolita e culturalmente più vivace che a Parigi) sorgevano continuamente gruppi artistici con l’influenza di autori stranieri, tra cui Vasilij Kandinskij, Alex von Jawlenskij e Paul Klee. E proprio nel 1911, dall’ associazione degli artisti bavaresi, in polemica con la Secessione e la sua forte tendenza borghese e impressionista, si staccano Kandinskij e Franz Marc per fondare il Blaue Reiter (Cavaliere Azzurro). I due furono presto affiancati da August Macke e da Bernard Koehler, che fu lo sponsor del gruppo: questi artisti erano accomunati dal desiderio di stabilire una relazione con la musica e l'arte del balletto, con la scienza, la filosofia e la religione, con gli artisti francesi e italiani, con I problemi di politica culturale, oltre che dalla visione di Kandinskij dello spirituale nell'arte. Il gruppo, infatti, ha l'orientamento spiritualistico, ovvero la visione dell'arte in quanto impulse interiore dell'uomo.
E’ quanto si prefigge Silvana Abram: un nuovo modo libero di guardare alle composizioni, libere di essere libere e alle opere dell'arte classica.
Prof. PAOLO LEVI
La pittura astratta di Silvana Abram è un felice connubio tra arte pittorica e lirismo emotivo.
Le sue tele descrivono il lento rifluire dei moti dell’animo e nel loro avvicendarsi cromatico attraggono lo sguardo dell’osservatore, che si lascia sedurre dalle morbide pieghe del colore.
Sulla superficie della tela sembrano riposare sentimenti quieti, macchie di colore si accendono quali esplosioni gioiose, potenti nella loro vivacità, ma sempre calibrate con attenzione all’interno di una meditata architettura compositiva.
Un risultato fortemente espressivo è raggiunto dall’artista grazie a un sapiente uso della luce, che diventa chiave di lettura fondamentale all’interno dei suoi lavori. Le campiture ampie, definite da una gestualità avvolgente, si incontrano per dare il via a un dialogo tra pigmenti che con delicatezza si incontrano e mescolano sulla tela. I flussi cromatici si abbracciano fino a perdersi l’uno nell’altro o si respingono definendo linee di demarcazione nette, con un magma dello spirito entro cui si agitano più spunti di riflessione. Silvana Abram elabora tramite la propria arte un nuovo linguaggio, costruito su percezioni emotive.
La pittrice si svincola dall’omologazione di codici collettivi, per dare respiro alla mente, che plana su vette spiritualmente più elevate.
Le sue composizioni instaurano una comunicazione diretta e intima con chi si pone di fronte alla sua pittura. Nelle sue tele si trovano riferimenti a testi di canzoni, sentimenti anche conflittuali, echi di accenni visionari e ancora frammenti che raccontano la storia dell’uomo.
Questo turbinìo emotivo è filtrato e rielaborato da una sensibilità acuta, che sa mettere in luce e restituire alla vista i brandelli di un sentire scandito da vibrazioni sottili e impalpabili come un battito d’ali.
in "CREAZIONI", libro d'arte a cura di prof. Paolo Levi, Parigi, dic 2011.
CAM 47
Catalogo dell'Arte Moderna
Gli artisti Italiani dal primo novecento a oggi
Mondadori 2010-2011
Silvana Abram pag. 122, 128.
La Telaccia
“Le opere pittoriche di Silvana Abram,
dal sapore spesso informale,
sono caratterizzate
da raffinate armonie cromatiche e da un tratto dinamico e sicuro
che da luogo a equilibri compositivi ricchi di valore simbolico.”
in "VEDERE A TORINO", IL GIORNALE DELL'ARTE, novembre-dicembre 2011
Galleria d’Arte La Telaccia – Torino
Silvana Abram, perfetta sintesi di forma e colore
E’ in corso fino all’8 novembre presso la Galleria d’Arte La Telaccia di Torino, la mostra personale di Silvana Abram. Le opere dell’artista si affermano all’interno di un percorso contemporaneo dove forma e colore si ritrovano nell’armonia di una perfetta sintesi. “Nelle opere della pittrice –spiega il critico d’arte Ermanno Corti- c’è una concreta ed essenziale immediatezza cromatico-luministica, guidata da una base moderna estremamente sensibile, ricca di ricordi e sentimenti che l’artista realizza con valida maestria”. La mostra propone opere che racconteranno il percorso e la ricerca di Silvana Abram nel tentativo di emozionare il fruitore. “Sono opere che affascinano e che attraversano un sapiente gioco di armonie tonali e segniche – prosegue Corti – capaci di trovare un valido riscontro di contenuto e di stile”.
in “CORRIERE ELL’ARTE -Courier des arts- novembre 2011”
ERMANNO CORTI
“SIMBOLISMI, ARMONIE E GIOCO SPIRITUALE VIVONO NEL PRESENTE DELL’OPERA”
Lo stile dell'artista Silvana Abram è una sintesi pittorica del nostro tempo, essa gode di pregnante e meditata resa formale e c'induce a leggere con maggiore attenzione le sue opere dall'originale impostazione.
In un suggestivo racconto scenografico dove magistralmente scorre il colore vivono tematiche dense di profondi simbolismi e fantasia descrittiva.
Nelle sue pagine pittoriche c'è una coerente ed essenziale immediatezza cromatica-luministica, guidata da una base moderna estremamente sensibile, ricca di ricordi e sentimenti che ella realizza con valida maestria e che la contraddistinguono mirabilmente. L'equilibrio formale, le armonie cromatiche ed il tratto dinamico, sempre ben studiato e sicuro, determinano la sua valida scansione estetica contenutistica di forte carica emozionale.
È una esplosione di creatività e personalità dove la materia e il colore divengono protagonisti nell'opera per potenziare una propria immagine artistica impegnata di rara qualità pittorica. In ogni opera della Abram, dal sapore informale, si riconosce una concreta ed appassionante lettura: il colloquio rigoroso tra forma e colore lascia un'impronta del tutto personale al suo iter. Abilità tecnica, solida preparazione di base e autonomia gestuale evidenziano un racconto concettuale d'insuperabile e singolare bravura che l'artista riesce a fissare sulla tela con una sostanziale poesia. Ella, servendosi dell'acrilico su tela, con un lessico espressivo fondamentale dà compostezza formale all'opera con una sincera comunicazione, dove si aggiudica una notevole interpretazione di innegabile preparazione tecnica.
Sono opere che ci affascinano, e che attraversano un sapiente gioco di armonie tonali e segniche e che trovano un valido riscontro di contenuto e stile: la sostanzialità della grafia, la vigoria del colore e la composizione strutturale vanno al di là della sola rappresentazione estetica, si aprono ad una dimensione spirituale intellettuale di struggente visione. È un animo sensibile quello dell'artista Silvana Abram, infatti le sue opere le permettono di diffondere messaggi veri, intensi e ricchi di valori. È un linguaggio singolare mai ripetuto, ma rinnovato di suggestiva forza compositiva, sempre attento alla ricerca stilistica. Nascono soggetti esclusivi fluttuanti di verità poetica ed espressiva personalità: la Silvana Abram pertanto conduce la sua arte mediante un particolare stile del tutto unico, in costante evoluzione, che si distingue.
ELISABETTA ZAMARCHI
recensione estetico-filosofica
I COLORI INFORMALI DEL VIVERE
La pittura di Silvana Abram richiama fin dal primo impatto quanto scrive Merleau Ponty a proposito dell’arte, il cui segreto sta nel non essere imitazione, bensì un’operazione d’espressione. In questa sintetica affermazione è contenuto in nuce il senso della ricerca dell’estetica filosofica del '900, ricerca che si può compendiare in due domande: in che cosa consiste il potere estetico della pittura, nella sua capacità di rappresentazione o di trasfigurazione del reale? E, di seguito, quali sono le condizioni di possibilità dell'immagine pittorica, quali i suoi a-priori figurativi?
Il più grande guadagno dell'estetica del '900 è forse quello di aver riconosciuto una specifica autonomia di senso alla pittura, come arte capace di rivelare pratiche conoscitive radicate nella percezione e nell'emozionalità del corpo, luogo del pensiero che esplicita il senso immanente del sensibile, e lo dice senza mediazioni filosofiche, cogliendo l'invisibile – lo spirituale, il divino, l'olistico – sullo sfondo del visibile.
Sensorialmente appare subito, nei colori informali di Silvana Abram, una fusione tra estetica della pittura e estetica della visione, poiché si percepisce, sottesa ai suoi quadri nella loro compostezza finale, una teoria operativa della pittura il cui esito formale è la ricerca di una dinamica interazione tra i sensi, la vista in primis, ma anche l’ascolto, poiché la liricità di questo particolare astrattismo poetico1 parla allo spettatore. Non a caso Silvana Abram è anche poetessa.
Nell'astratto dei campi di colore, lirico ed informale al tempo stesso, che caratterizza i quadri di Silvana Abram, si percepisce immediatamente la sospensione fenomenologica su ogni assunzione di esistenza delle cose. Le cose, sui cui tutti fondiamo gli atti del sentire e del volere, sono viste per goderne esteticamente, in uno stile di ricerca che mira a trovarne i tratti caratterizzanti e costanti. Persone, volti, figure oniriche, spazi fantastici e reali, divengono nei suoi quadri immagini, qualche cosa che si distanzia dal darsi percettivo di quel particolare ente, per suscitare la coscienza di chi guarda a superare i vincoli della percezione e a variarne le prospettive.
Nella produzione di questa artista si coglie la tensione a seguire quella segreta disposizione che Merleau Ponty, già in Fenomenologia della percezione, attribuiva alla specificità della pittura, ovvero il suo riferirsi al corpo come apertura e veicolo dell'essere al mondo.
Proprio grazie a questa specificità l’arte pittorica non è imitazione, bensì è “il pittore che nasce nelle cose come per concentrazione e venuta a sé del visibile, e il quadro può rapportarsi a una qualsiasi cosa empirica a condizione di essere autofigurativo, può essere spettacolo di qualche cosa solo essendo spettacolo di niente, solo perforando la pelle delle cose per mostrare come le cose si fanno cose e il mondo mondo”2.
Le immagini di Silvana, realizzate grazie alla magistrale composizione di acrilici, pigmenti e terre, fusioni di campi di colore ove il nero non è quasi mai presente, rimandano il senso di una percezione visiva radicata nel corpo vivente, manifestazioni di un io pre categoriale iscritto nel corpo che sa esprimersi simbolicamente attraverso una techne tesa ad esplicitare il linguaggio tacito del corpo vissuto. L’estetica della pittura di Abram muove da un’estetica della visione che rivela l’intreccio tra io e mondo, tra corpo e mondo, ma che, al tempo stesso, vive lo spazio non come “l’ambito (reale o logico) in cui le cose si dispongono, ma [come] il mezzo in virtù del quale diviene possibile la posizione delle cose”.3 L’a-priori figurativo della pittura di Silvana Abram si intuisce, infatti, nel suo modo di travalicare la bi-dimensionalità del quadro che diviene uno spazio vivo di vita propria, che però vive anche attraverso l’occhio di chi guarda. Uno spazio che offre all’osservatore profonde possibilità di trasmutazione in forma: “trasmutazione in forma significa che ciò che era prima non è più. Ma anche che ciò che ora è, ciò che ora si presenta nel gioco dell’arte, è il vero permanente”.4 Chi guarda si trova di fronte al vero permanente della fluidità della vita.
ELISABETTA ZAMARCHI
Filosofa, Fenomenologa, Spec. Estetica, Counselor filosofico
SALVATORE RUSSO
recensione artistica
L’Artista ben lontana da una pittura figurativa che trova nella piacevolezza ottica la sua migliore forma espressiva, intraprende un nuovo viaggio che la pone tra le migliori interpreti dell’Arte Astratta-Concettuale Italiana. Il suo narrare attraverso la pittura acquista significati archetipici che intravedono nel significante la loro soluzione più vera. Artista di indubbia capacità espressiva ed emozionale, indaga le realtà attuali per poi scomporle attraverso le sue opere. L’indagine introspettiva di Silvana Abram fa sicuramente riflettere. La sua è un’arte di estrema sintesi. Un’arte che capita la valenza iconografica del razionale, fa di tutto per contraddirlo. Un tipo di arte che trova nel paradosso la sua migliore rappresentazione. La sua arte si fa modo di vivere, e le sue tele pian piano questa vita la raccontano. Una tela che conosciuti gli universi paralleli, si “colora” di sensazioni. Le sensazioni raccontate sono quelle che vengono direttamente dall’anima. L’irrazionale prende il posto del razionale. Le realtà concrete vengono sostituite da valori taciti che trovano in accostamenti inusuali le loro forme espressive.
DINO MARASA’
recensione artistica
Abram Silvana ha il talento di riuscire a dialogare con il colore, creando delle larghe campiture che evocano l’essenza e il significato della stessa opera.
La sua valida poetica inoltre si allontana dai confini dell’astrattismo per liberare nuovi spunti di ricerca pittorica e per sconfinare verso piani espressivi diversi.
Silvana Abram possiede inoltre una innata predisposizione all’uso della luce, rendendola protagonista della sua sintassi compositiva sottolineandone l’importanza per una felice riuscita dell’opera stessa. Possiamo senza dubbio affermare che Silvana Abram percepisce il mondo come un fiume impetuoso di emozioni cromatiche che da sole lo descrivono e lo narrano.
1 La definizione astrattismo poetico è stata coniata dal pittore e amico Maurizio Bergamini.
2 M. Merleau Ponty, L’occhio e lo spirito, SE, Milano 1989, p .49
3 M. Merleau Ponty, Fenomenologia della percezione, Il Saggiatore, Milano 1972, p. 326.
4 H. Georg Gadamer, Verità e metodo, Studi Bompiani, Milano 2001, p. 143.